Era una nebbiosa sera di novembre quando Giovanni, giovane studente veronese di teologia, in un anfratto del portone di casa, scorse quello che sembrava un mucchio di stracci: si trattava di uno zingarello costretto a ripararsi lì dal freddo e dalla paura di tornare a casa senza soldi.Giovanni lo accolse in casa affidandolo alla madre, abituata a condividere la generosità del figlio. Ma quella notte, in preghiera, chiese ispirazione allo Spirito sul dar farsi per opporsi a ingiustizie e soprusi. Dietro quella invocazione lo Spirito suggerì di istituire quella che sarebbe stata l’Opera Don Calabria per l’assistenza ai più poveri, quale vediamo oggi