Nicola, nato a Castel Sant’Angelo in Pantano (Macerata), entrò presto tra gli agostiniani. Dopo anni di peregrinazioni tra un convento e l’altro, alla fine si stabilì a Tolentino. Nel convento maturò la sua vocazione all’insegna della penitenza e della carità. Divenne l’angelo del confessionale, l’ami- co dei poveri che soccorreva personalmente. Digiunava spesso, pregava fino a tardi e dormiva solo un paio d’ore su un pagliericcio. “Io vedo il Signore mio Dio, accanto la sua santissima Madre e il padre mio San Agostino che mi dicono: bravo, buono e fedele servitore” . Così rispondeva a chi lo interrogava sullo stato di felicità impresso sul suo volto.