Biagio, dal latino “balbuziente”, era un medico armeno vissuto tra il III e IV secolo. Scelto per la sua santità di vita dalla comunità della sua città, Sebaste in Armenia, quale vescovo, ne accettò l’incarico pur sapendo che ciò significava essere candidato al martirio.
Fu infatti presto arrestato per la sua fama di taumaturgo. Si racconta a tale proposito che una volta una donna gli portò il suo bam-bino che stava soffocando a causa di una lisca di pesce in gola e Biagio riuscì ad estrargliela.
La donna lo ricompensò con il dono di una candela per illuminare la cella in cui viveva: nacque da qui la tradizione di benedire la gola con le candele.