Camillo, di origine abruzzese, perse presto la madre. Ebbe per questo un’adolescenza difficile, con svogliatezza negli studi e vagabondaggio, attirato dal gioco dei dadi e delle carte fino al punto da perdere anche la camicia che portava . Costretto a mendicare, fece poi il muratore presso i cappuccini ma una vecchia ferita lo costrinse a farsi ricoverare in un ospedale a Roma. Qui trovò la ragione della sua vita, fondando per i malati la Compagnia dei Ministri degli Infermi, i ‘Camillani’.