Perpetua, nata in una famiglia cristiana eccetto il padre, era una colta nobildonna di Cartagine, costretta in seguito alle disposizioni dell’imperatore Settimio Severo al domicilio coatto per la sua fede. Felicita era invece la sua schiava, legata a Perpetua dalla fede.
L’una, madre di un bambino ancora in fasce e l’altra, all’ottavo mese di gravidanza, furono imprigionate e poi martirizzate insieme ad alcune figure maschili, Secondino e Secondulo, della comunità di Cartagine. Perpetua descrive nel suo diario gli ultimi giorni dei martiri nella prigione dove le due donne restarono per qualche tempo in attesa che il figlio della schiava venisse alla luce ( si poteva uccidere una donna incinta solo dopo il parto).